Critics

Beautiful Ballerina

• All of your women bear resemblance to one woman, who is this woman who inspires you…I mean, don’t they have the same visage?
Women have always been central subjects in my artistic research of ideal beauty. There are some recurring details because I think they are most representative of my inner truth (what I intimately believe in) about feminine beauty, regarding both inner values and exterior aesthetic parameters. Face features, postures, all the exterior characteristics are the media to transmit what I recognize as beauty and, as you noticed, in most of my paintings they are connected to a particular model I used in the first nineties, who I am still very fond of. Grace, tenderness, kindness, strength, the ability of waiting, the acceptance of life, the respect of natural life cycles, the care and knowledge of the body are the aspects I tried to convey. The eyes and the glance of my models are the parts witch I feel like most important: they are usually brilliant, vivid, penetrating, full of life and self-confidence, either when they are in a pensive mood, they never seem lost, they always reflect ‘presence in time’. I realize the importance I give to the eyes even in everyday life: I always make up my eyes and often that is the only make up I have!

 What is the theme of this new exhibition of yours?   How is it different from the others?

The general theme of my latest exhibition is “romantic realism” which I think is the leading and general theme of all my paintings but in my latest works there’s something new. The subject choices are moving a little from my usual carnet of women and flowers. The aim of my artistic research is now to find a different way of representing the human figure by means of different representative contexts. My first attempt is to make my subjects more contemporary and to clean them up from the nostalgia of memories. I want to open my horizons up without betraying my personality and my personal aspirations. I made only few steps towards this new direction and , as a matter of fact, just few paintings are actually different from the others, such as the “fighters” which is an experiment of a totally different new expressive context. I have always chosen my subjects following my heart, so even the football match represents one of my never-fulfilled-wishes. It gave me the opportunity to analyze a human characteristic I’ve never dealt with before: a male context where strength and competition are melted together with friendship, respect and team spirit. However this is only the beginning of a new artistic path, I hope, so we shall wait and see where it leads!

Have you changed your colour schemes in the new works?

Of course! Changing the usual context of my paintings and the process of artistic research itself implied a change in my usual colour schemes. As a matter of fact the colour contrasts are more vivid and I’m experiencing some new colour playing but, on the whole, I am still faithful to myself.

How do you represent life as an artist…in an optimistic or pessimistic way?

I always have a positive attitude towards life. The subjects of my paintings are related to memories but it doesn’t imply that I avoid the present. On the contrary! I choose them following my heart, I am satisfied of my life and I am trustful for the future, so I allow myself to look at my past memories and consider them as a treasure I want to share with others.

What are the important values for you as you grow older and become more experienced?

My scale of values haven’t changed much during my life and now it is more or less the same. At the first place there is love, particularly the love for the people who surround me everyday, who are the most important part of my everyday life. Immediately after, at the second place I’d put ideals, which means that I give maximum importance to what inspires right actions and guides you in life. At the third place I’d put the personal research of a way in life to achieve the essence of spirituality. Fourthly I’d put the research of “man” that’s to say every attribute and feature that makes a human being the highest expression of itself.
Therefore there is a difference between my youth and now. When I was young I had to fight to find my own way in life. My parents initially decided a different course of study for me and my brother. As a matter of fact they addressed us towards scientific subjects, but despite my good school performances and my parents strong opposition, I decided to follow my brother’s footsteps: I left both school and my parents’ house and I moved to Venice to fulfil my artistic aspirations. It was a very difficult step to take, also because my father had a different attitude towards my brother and me, and I think this is because I am a woman.
After this initial breakdown with my father’s decisions concerning my future, I have been completely free to decide my own path in life and the choices I made since then have always been a mixture of heart and rationality.

Meena Narayan
from Gulf Connoisseur

Artisti del nostro tempo
Colore, trasparenze, poesia

“Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza, l’Arte è la somiglianza più grande dell’uomo nei confronti di Dio”

Lucia Sarto dipinge per innata vocazione intimista, presumibilmente da sempre.

Da un’attenta e meditata lettura iconografica rivolta ai suoi raffinatissimi assunti, si avverte il senso di un etereo romanticismo gelosamente conservato nel cuore e successivamente sublimato in trasparenti colorazioni appena “sussurrate”, laddove la profonda sensibilità dell’Artista, esorcizza il miracolo sempre nuovo della natura e della vita, nel lento trascorrere del tempo.

Lucia Sarto “racconta” paesaggio e figura, attraverso una suadente istanza spirituale che le consente il serrato dialogo con se stessa e con l’infinito, in un coacervo di silenti emozioni del tutto condivisibili per comprovate affinità elettive con le meravigliose valenze impressioniste del creato.

Così le ampie e soleggiate vedute baciate dalla luce vibrante,selezionate con riguardo dal vero, enunciano orizzonti esclusivi che si mutano in poetiche ovazioni: un universo fantasmagorico di brulicanti cromie che da pure impressioni diventano consolidate espressioni in uno sconfinato itinerario,in cui si avverte il dominio esistenziale del pensiero gestuale.

Accenneremmo ad una direttrice pittorica d’eccellenza, perseguita ed assunta come missione evocatrice, come novella palingenesi alla quale riferirsi per l’identificazione dei supremi ideali della bellezza e dell’amore universale.

E ben oltre le alterne vicende rappresentative di ogni tela, si avverte un’energia salvifica discreta, dove le remote assonanze mnemoniche e le premonizioni sui futuri destini del nuovo millennio, coesistono allo stato puro in ogni addendo del dettato, oggettivando una pittura mediterranea posta ai limiti metafisici della fantasia e capace di farci riconoscere il senso stesso dell’esistenza.

Ed in tale direzione le opere di Lucia Sarto trasformano ogni immagine in sinfonia.

Aldo Albani  
Grugliasco, Maggio 2008

I giardini dell’anima

Lucia Sarto presenta una realtà e una natura dai tratti delicati e sfumati che hanno il sapore e il profumo del più vivido dei ricordi.

Con ogni singola pennellata compone immagini fotografiche di paesaggi, balconate e squarci di marine di cui ci raggiunge la parte più dolce e vitale che oltrepassa i confini della materia e tutto compenetra.

Stemperando alla maniera impressionista i confini della forma la pittrice compone un tutt’uno sospeso nella morbida luce della vita, nei toni del sole marzolino, tratteggiando fiori in composizioni a nuvola che avvolgono lo spettatore in un’atmosfera surreale ma calda come il primo sole di maggio.

Le scelte pittoriche dell’artista sono il suo modo stesso di affrontare la vita, la sua anima: il costante rinnovamento e la tiepida speranza di una vita vissuta come un’eterna primavera che si snoda placida e tranquilla simile allo scorrere del fiume, a lei caro, dei suoi luoghi d’infanzia.

I suoi dipinti sono anche un invito a sperimentare le suggestioni pittoriche e farne un tesoro personale, a lasciarsi rapire dalla bellezza sospesa nel tempo di un momento e farne un ricordo che così impresso nella memoria diventa un modo diverso di vivere il quotidiano.

Proviamo ad entrare in uno dei suoi quadri. Immaginiamoci seduti per un tè su un balcone fiorito al sole e alla brezza primaverile, godiamoci quella pace e tranquillità in cui i pensieri si alleggeriscono. Ecco: l’attimo di abbandono, in cui il sospiro di sollievo ci coglie, è il ponte per ritrovare dentro se stessi, ovunque siamo, la nostra vera casa ovvero quel luogo indefinito in cui corpo, mente e anima si fondono insieme con il mondo e, nutrendosi a vicenda, ci preparano ad affrontare rinnovati la vita.

Eleonora Borghese

Una viaggiatrice incantata.

Ho conosciuto le opere di Lucia per caso, quei casi che nella vita ti portano a provare nuove emozioni, che ti danno qualcosa, che ti lasciano qualcosa che porterai con te..

Vi è mai capitato di incontrare mentre passeggiate per strada qualcuno che vi sembra di conoscere da tempo immemorabile : a me è capitato così.. l’artista ha toccato qualcosa che avevo dentro e che ora sono chiamata a raccontarvi….

.. La romantica pittrice dell’attimo, l’esteta di una dimensione quasi familiare: in pochi tratti è questa per me Lucia Sarto. Al di là dell’indubbio alto livello della qualità della sua arte sia dal punto di vista tecnico che figurativo, l’arte di Lucia è vera, autentica ed è lo specchio della sua anima e della sua mente.

Un mondo di luci, riflessi e colori: con la sua profonda sensibilità Lucia riesce a coinvolgere gli spettatori nella sua dimensione romantica, riproponendo sulle tele segni e testimonianze di una vita vissuta o che Lucia stessa vorrebbe vivere, permettendoci spesso di sognare, anche per un attimo, una vita diversa.

Un mondo quasi incantato in cui l’istante ha il valore ben preciso di catturare l’armonia dell’insieme ed il profumo di stagioni radiose, cogliendo pensieri, riflessioni, sentimenti e quanto altro giace nel fondo dell’animo di chi osserva. Scorci architettonici, riprese puntuali dei personaggi: è interessante il dettaglio, lo scorcio, l’angolo meno frequentato … tutto impresso di innocente dolcezza ed estrema vitalità, inconfondibili segni dell’artista. Ogni tela è una continua scoperta: luci e ombre si alternano, ogni tela è un viaggio dentro un immaginario di riflessi e colori per sognare, ma anche per riflettere su quell’istante, su quell’attimo che l’artista ha deciso di rappresentare con profonda maestria. L’atto creativo non ha mai fine, è imprevedibile, inizia dal nulla ogni giorno: è compito della dolcezza e della delicatezza di Lucia, viaggiatrice incantata, non smettere di farci sognare.

Veronica Balutto
Lignano, Giugno 2008

La poesia dell’attimo

Una poesia pittorica, quella di Lucia Sarto. Una poesia che si esprime con pennellate leggere e fini, che ci avvolgono e ci spingono verso quell’ ”oltre” da cui queste provengono. Ammirare una sua opera ci porta a intraprendere un viaggio fantastico dentro l’immagine, in un mondo di luce, riflessi e colori in cui l’artista ci permette, seppur per un attimo di sognare di percorrere con la mente i luoghi da lei attentamente scelti.

E’ così che Lucia Sarto riesce a cogliere, fissandola la fugacità dell’attimo. Esemplare in questo senso è “Papaveri”. Si tratta di una tela caratterizzata da colori accesi, dove la luce tremolante crea un movimento affascinante, senza confini, senza orizzonte, perfino senza cielo. Il visitatore è invitato a soffermarsi, a farsi coinvolgere dai colori e dalle luci, al punto di perdersi nella bellezza infinita della poesia che questo quadro trasmette. Contrariamente alle facciate dei palazzi sul Canal Grande che si collocano nella migliore tradizione impressionista, le vedute del Ghetto di Venezia risultano invase da un marcato realismo, che lei sceglie accuratamente lontano dai classici stereotipi da cartolina, evidenziando scorci e prospettive particolari.

Di grande impatto il “Banco Rosso” del Ghetto veneziano, dove convive evidente il contrasto anche simbolico tra chiaro e scuro: il sottoportico storico sembra offrirci con la sua ombra un rifugio prima di entrare nella luce accecante del Campo. Qui, come anche in altri quadri dedicati alle città israelite, prevale una minuziosa e sensibile raffigurazione dell’architettura esaltata e resa più piacevole dalla presenza immancabile dei fiori, elemento tipico della Sarto, come se questi permettessero ai muri di respirare. Un’eccezione innovativa nella sua opera è rappresentata dall’integrazione della figura umana come elemento decorativo. Vediamo, ad esempio, come nel “Campo del Ghetto” inserisca nell’ambiente architettonico delle persone appena accennate, in movimento, senza alcuna elaborazione dei lineamenti. Figure che apparentemente non si curano dello spettatore, che a sua volta li coglie in un attimo di passaggio e che procedono per la propria strada, per la propria vita. Un modo questo, per “contemporaneizzare” le architetture secolari con l’inserimento di un ulteriore elemento temporale, oltre i fiori. O forse solo un modo per cogliere senza eccessi, silenziosamente, la poesia che ciascun attimo della nostra vita è in grado di esprimere.

Petra Schaefer Andreoli
Venezia, Settembre 2005